C’è un giorno che ci siamo perduti
Ivano Fossati
come smarrire un anello in un prato
e c’era tutto un programma futuro
che non abbiamo avverato.
Le sincronicità sono delle brutte bestie talvolta.
Ieri notte (o mattina) ho fatto l’ennesimo sogno dal grande significato.
Sono adulto ma devo sostenere un compito di matematica.
Premetto che per me la matematica è stata la mia personalissima modalità per sentire l’amore di mio padre verso di me, quindi, al liceo, aveva un’importanza tremenda.
Prendo il foglio, leggo il problema e inizio a scrivere la soluzione. Consegno al professore, con largo anticipo, il foglio ed inizio ad aspettare lo scadere del tempo concesso. A pochi minuti dalla fine mi accorgo di non aver letto bene la “comanda” e di aver lasciato indietro il secondo esercizio. Vado dal professore, gli chiedo di concedermi la possibilità di farlo ora, davanti a lui, ma il docente me la nega. Allora gli chiedo di darmi una copia del testo per poterlo fare a casa e dimostrargli le mie capacità. Ottengo il foglio e io, dopo, mi sveglio al driinn della sveglia.
La sensazione che ho provato al risveglio non era bellissima. Sentivo che quel sogno potesse presagire qualcosa che mi sarebbe capitato nella giornata.
Infatti, mentre in auto mi dirigo al lavoro, vedo qualcosa che mi fa piombare nella cruda realtà (o altra realtà) di ciò che mi sta accadendo dal punto di vista emotivo e sentimentale.
La realtà non esiste se ci pensate bene. Gli oggetti vengono percepiti attraverso i nostri sensi, le parole sono caricate dei nostri significati, le azioni e i toni sono mediati dal nostro bias cognitivo.
Esistono diverse realtà, ma noi consideriamo unica e universale la nostra.
Il sogno mi voleva comunicare che la mia realtà (il compito di matematica) era stata letta male o, in altri modi, era una illusione che non poteva essere rimodellata (rifare il compito davanti al professore) ma che poteva essere rivalutata meditandola (rifare l’esercizio a casa).
La matematica è per me anche l’archetipo dell’amore ricevuto.
Il sogno mi indicava di indagare meglio su quel tipo di amore e di rivalutarlo.
E poi…. taaac… arriva la sincronicità.
Come nel gioco della battaglia navale: A-8, nave affondata!
Un sogno mi fa un invito ad una rivalutazione di un amore ricevuto.
L’evento mi mostra una realtà innegabile.
Per onorare l’invito del sogno, ho deciso che oggi sarebbe stato il giorno della rilettura di decine di pensieri che ho scritto negli ultimi due anni sul cellulare per descrivere questo amore ricevuto. Tra queste ci sono anche tante lettere mai inviate al destinatario in cui ho sviscerato il mio sofferente sentire.
Ciò che mi ha sorpreso è che molti spunti necessari alla rivalutazione erano già li a portata di “scroll”… tutto… le valutazioni, l’agire necessario per riprendere una rotta degna di essere navigata, le analisi dei possibili perché (che contano come il due di briscola, ma casomai ti alleggeriscono l’anima). Mi sono accorto che già più di un anno fa sapevo quale dovesse essere l’unica strada ma che per paura non mi attentavo ad imboccare.
Ce né una in particolare che mi ha colpito. L’ho scritta la notte del 26 Giugno 2022. Era una domenica sera. Poche ore dopo mio fratello mi chiamerà per annunciarmi la morte improvvisa di mia madre. “La Cicci” l’avevo vista qualche giorno prima e avevamo parlato di me e di come cercassi di rimanere fedele ai miei sentimenti nonostante tutto mi fosse un po’ contro. La Cicci in quell’occasione mi consigliò di andare avanti per altre strade perché mi vedeva sofferente. E io le dissi: mamma vorrei che mi ascoltassi veramente prima di mettere davanti a te le tue paure di madre.
Sono venuto a sapere da una sua amica, qualche mese dopo la sua morte, come quel discorso in realtà l’avesse resa orgogliosa di me, di come mi avesse educato ai sentimenti e di come avesse iniziato a capire alcune cose che avevo sviscerato in terapia e che, in parte, la riguardavano e riguardava il mio stato sentimentale.
Mi sono trovato capito da mia madre a posteriori, purtroppo.
La lettera inizia così…
Oggi mi sono chiesto cosa stia facendo da 4 mesi.
Sicuramente sei al centro dei miei pensieri.
Sicuramente sono in attesa.
Cosa mi ha tenuto in attesa fino ad oggi é il sapere che abbandonarti sarebbe come validare tutto ciò che c’é sempre stato nella tua vita: un senso di mancata amabilità.
Penso anche che l’amore che vuoi ricevere sia anche l’ostacolo. Se trovi qualcuno disposto a dartelo, si ha anche paura di perderlo. Non solo, probabilmente una parte molto piccola di te si chiederà : se c’è qualcuno che mi può amare, cosa succederebbe a tutto il mio mondo che é basato sulla convinzione di non essere amabile?É da quel primo tuo abbandono che ho questa sensazione ed è stato il motore del continuare con te.
Questo discorso dell’abbandono è qualcosa di cui abbiamo parlato l’ultima volta, prima di fare l’amore.
Piangevi mentre ne parlavamo.
Io in quel momento ho sentito il tuo grido di aiuto. Ci siamo riavvicinati. Ma poi mi hai riallontanato.Sto parlando di ciò che sento e quindi non è una verità assoluta.
Si può scegliere di star fermi se si vuole. Però dall’altra parte esci con persone che non chiami amici.
Io non so cosa siano, cosa rappresentino.
Allora penso che sto sbagliando tutto il mio agire. Che ciò che faccio é una inutile ostinazione e che tanto il mio messaggio, si…arriverà… ma per accoglierlo bisogna essere pronti anche dall’altra parte.
Allora penso che il senso di abbandono, la sintonia che c’è è solo il mio raccontarmi una storia per non staccarmi da te.
Allora penso che anche questo “non amici” a cui do un significato, che
questo darti fastidio il mio sentire in realtà siano un tuo senso di colpa che é meglio soffocare mettendomi da parte per farti star meglio: il nuovo é sempre meglio del vecchio e “mantenere il bacio” é meno interessante. Sicuramente più faticoso.Rimango convinto che tutto questo non ci rappresenti. Ma lo penso solo io ora e alcune battaglie vanno combattute in due con comunione di intenti.
26/6/2022 Lolli
A distanza di mesi potrei scrivere le stesse identiche parole. Anche la misura del tempo (i 4 mesi) è una coincidenza straordinaria.
La rivalutazione non può non avvenire se non attraverso la rilettura del passato, usando nuovi occhi, casomai meno radicati ad alcune convinzioni mistificanti e un po’ più connessi al ciò che è.
Il ciò che è è semplicemente qualcosa che non c’è fuori o c’è ma non nella mia forma e che quindi rimane solo dentro di me. E’ qualcosa che dice che ora…:
Distendo le vene
Nicolò Fabi
E apro piano le mani
Cerco di non trattenere più nulla
Lascio tutto fluire
L’aria dal naso arriva ai polmoni
Le palpitazioni tornano battiti
La testa torna al suo peso normale
La salvezza non si controlla
Vince chi molla
La vita ci pone sempre davanti a scelte. Viviamo immersi nelle “sliding doors”. Krishnamurti afferma che dove c’è scelta non c’è libertà perché in una mente chiara c’è sempre e solo azione che punta al proprio bene. Porsi il dubbio di scegliere significa avere una mente confusa.
Condivido il suo pensiero che però prevede un prerequisito fondamentale: essere nel proprio centro, in altre parole, essere un buon amministratore condominiale delle tante parti di noi.
Il non esserlo comporta vivere certe scelte con sofferenza, anche se sai che sono la via.