Qualcosa è cambiato un giorno di circa tre anni fa in cui una “lei” mi disse, di punto in bianco: tu non mi piaci.
Sento ancora addosso quella sensazione di attonimento.
Ma cosa sta dicendo?
Soltanto ieri mi ha detto “Ti Amo!”
I miei software (ovvero le mie certezze, i punti fermi) andarono in schermo blu, come quando Window si blocca improvvisamente e ti informa che c’è stato un errore irreversibile e che c’è bisogno di fare un riavvio del sistema operativo.
Soltanto ora so che si chiama Dissonanza Cognitiva; si presentò perché nel mio sistema di credenze, la parolina magica “Ti Amo” (personalissima chiave del paradiso) si scontrava con lo scarto, il tutto in un tempo troppo breve.
Era come far scontrare la materia e l’antimateria.
Un annichilimento esplosivo.
Avete mai costruito quelle guglie fatte di sabbia colante raccolta sul bagnasciuga della spiaggia?
Ne prendi un pugno, appena l’onda scompare e poi inizi a farla colare come se fosse fresca lava. Pian piano si forma una torre un po’ tuberosa, che cresce goccia dopo goccia fino a quando, sotto il proprio peso o per eccesso di snellezza, crolla completamente su stessa.
Ecco, mi sono sentito come quella torre: schiacciato dal peso dell’ennesimo insuccesso di coppia.
Ricordo ancora il senso di smarrimento e di paura causata da quello stesso smarrimento.
Avevo la conoscenza, ovvero l’esperienza. Ma non riuscivo a capire.
Un cortocircuito che mi portò a pormi domande del tipo “ma cosa c’è che non va in me?”, “che cosa sono diventato dopo la separazione?”, “c’è uno schema nelle mie scelte?”, “dove ho sbagliato?”.
Le emozioni di rabbia non erano sufficienti per scaricare quell’energia. Rischiavo di implodere in una profonda tristezza da cui non vedevo una uscita.
Fu allora che decisi di andare in terapia.
Era un giorno di maggio del 2019.
Penso che quella primavera rappresenti l’inizio di un nuovo me, che decide di abbandonare la confortevole spiaggia di ciò che superficialmente conosce, per tentare di scoprire (ma questo lo capirò più tardi) un vecchio me ma bambino, sepolto da strati e strati di polvere e di mancato riconoscimento.